LOGIN
Welcome Guest
 
Nick:
Password:
 
Se non hai ancora un account, Registrati ora !!!

»Informativa Privacy
 Messaggi Grido
APPUNTAMENTI
Fiere, Rassegne, Convegni di settore...
mese precedente Jun 2018 mese successivo
D L M M G V S
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
             
Newsletter e Magazine

 QUOTIDIANI
 SERVIZI
  AGRICONSIGLI
  AGRICOLTURA BIOLOGICA
  AGRICOLTURA BIODINAMICA
  ALIMENTAZIONE E SALUTE
  AMBIENTE E TERRITORIO
  QUALITA E SICUREZZA
  RASSEGNA STAMPA
  ENERGIA E AMBIENTE
  IMMOBILIARE
 LINK UTILI
 Link Utili
 Sondaggio
Qual'è la città più bella d'Italia a Natale?
 
Firenze
Venezia
Roma
Napoli
Torino
Mantova
Bologna
Milano
Verona
Ferrara
Palermo
Bolzano
Perugia
Trento
Pisa
 

Voti sondaggio
 
Pretinews n. 7

LA NOSTRA COMMUNITY

Home

Sondaggio

Chat

Foto del Mese

Giochi

Webmail

Interviste Pazze

Intervista Doppia

Le Pagelle

Post it

Scrivi Grido

Pillole
 
  Vota Articolo Vota Articolo  elenco articoli Versione Stampabile Segnala ad un amico
 
DIRITTO & SOCIETA'
Proposta di riconoscimento della denominazione d'origine protetta, (GU n. 145 del 25-6-2007 )

 
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

COMUNICATO (GU n. 145 del 25-6-2007 )
Proposta  di  riconoscimento  della  denominazione d'origine protetta
'Salva Cremasco'
    Il  Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari e forestali
esaminata   l'istanza   intesa   ad   ottenere  la  protezione  della
denominazione  d'origine protetta 'Salva Cremasco', ai sensi del Reg.
(CEE)  510/2006  del  Consiglio  del  20 marzo  2006,  presentata dal
Consorzio   Tutela  Salva  Cremasco  con  sede  in  Crema  (CR),  c/o
C.C.I.A.A., via 4 Novembre, 6, esprime parere favorevole e formula la
proposta   di   disciplinare  di  produzione  nel  testo  di  seguito
riportato.
    Le  eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, relative alla
presente  proposta  dovranno  essere  presentate,  nel rispetto della
disciplina  fissata  dal  decreto  del  Presidente  della  Repubblica
26 ottobre   1972,   n.  642,  disciplina  dell'imposta  di  bollo  e
successive   modifiche,   al   Ministero   delle  politiche  agricole
alimentari  e  forestali - Dipartimento delle politiche di sviluppo -
Direzione  generale per la qualita' dei prodotti agroalimentari - QPA
III,  via  XX Settembre n. 20 - 00187 Roma, entro trenta giorni dalla
data  di  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica
italiana   della   presente  proposta,  dai  soggetti  interessati  e
costituiranno  oggetto di opportuna valutazione da parte del predetto
Ministero,  prima  della  trasmissione  della  suddetta  proposta  di
riconoscimento alla Commissione europea.
    Decorso  tale  termine,  in assenza delle suddette osservazioni o
dopo  la  loro  valutazione ove pervenute, la predetta proposta sara'
notificata, per la registrazione ai sensi dell'art. 5 del regolamento
(CEE) n. 510/06, ai competenti organi comunitari.

        
      
                                                              Annesso
     PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DOP 'SALVA CREMASCO'

                               Art. 1.
                            Denominazione

    La  denominazione  di  origine protetta (DOP) 'Salva Cremasco' e'
riservata esclusivamente al formaggio che risponde alle condizioni ed
ai  requisiti  stabiliti  nel presente disciplinare di produzione. E'
richiesta  la  protezione  dei  termini 'Salva' e 'Cremasco' anche se
usati disgiuntamente.
                               Art. 2.
                    Caratteristiche del prodotto

    Il  'Salva  Cremasco' DOP e' un formaggio molle da tavola a pasta
cruda, prodotto esclusivamente con latte di vacca intero tal quale, a
crosta lavata, con stagionatura minima di settantacinque giorni.
    All'atto dell'immissione al consumo il formaggio 'Salva Cremasco'
presenta le seguenti caratteristiche:
                       Caratteristiche fisiche

    Forma  parallelepipeda con faccia piana di lato compreso tra 11 e
13 cm o tra 17 e 19 cm;
    Scalzo diritto di diametro compreso tra 9 e 15 cm;
    Peso compreso tra 1,3 kg a 1,9 kg o da 3 kg a 5 kg. Sono previste
variazioni  in  piu'  od in meno. In ogni caso la variazione non puo'
superare il 10%.
    Crosta  di  spessore sottile, liscia a volte fiorita, consistenza
media,  presenza  di  microflora caratteristica. Non e' ammesso alcun
trattamento  della  crosta,  fatte  salve le spugnature con soluzione
salma, l'eventuale uso di olio alimentare ed erbe aromatiche.
    Pasta con occhiatura rara distribuita irregolarmente; consistenza
tendenzialmente   compatta,   friabile,   piu'  morbida  nella  parte
immediatamente   sotto   la  crosta  per  effetto  della  maturazione
prettamente centripeta.
                   Caratteristiche organolettiche

    Colore   della   pasta:   bianco  che  tende  al  paglierino  con
l'aumentare   della  stagionatura  con  fenomeni  di  proteolisi  nel
sottocrosta.
    Sapore  della pasta: aromatico ed intenso che assume connotazioni
piu' pronunciate con il trascorrere della stagionatura.
    Caratteristiche chimiche:
      grasso sulla sostanza secca mm 48%;
      estratto secco mm 53%;
      tenore in furosina max 14 mg/100 g proteina.
                               Art. 3.
                         Zona di produzione

    La  zona  di  produzione  della D.O.P. 'Salva Cremasco' comprende
l'intero  territorio  delle  province  di  Bergamo, Brescia, Cremona,
Lecco, Lodi, Milano.
                               Art. 4.
                         Prova dell'origine

    Ogni  fase del processo produttivo del Salva Cremasco deve essere
monitorata, documentando per ognuna gli input e gli output. In questo
modo  e  attraverso  l'iscrizione  in appositi elenchi, gestiti dalla
struttura   di  controllo  degli  allevatori  conferenti  latte,  dei
produttori, degli stagionatori, dei porzionatori e dei confezionatori
nonche' attraverso la dichiarazione alla struttura di controllo delle
quantita'  prodotte,  e'  garantita  la  tracciabilita' del prodotto.
Tutte le persone fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi,
saranno  assoggettate  al  controllo  da  parte  della  struttura  di
controllo  secondo  quanto  disposto dal disciplinare di produzione e
dal relativo piano di controllo.
                               Art. 5.
                        Metodo di ottenimento

    Per  la  produzione  della  DOP  'Salva Cremasco' e utilizzato il
latte  vaccino  intero  crudo  derivante  dalle razze bovine allevate
nell'area  di  interesse,  che  sono  la  Frisona  italiana, la Bruna
Alpina.
    L'alimentazione delle bovine e' composta in prevalenza da foraggi
integrati da mangimi.
    I  foraggi  sono costituiti da essenze botaniche coltivate che in
parte  o  come  insieme  di  fusto, foglie vengono somministrati agli
animali.
    La caratteristica tipica dei foraggi e' la ricchezza di fibra.
    I  foraggi utilizzabili per la produzione di 'Salva Cremasco' DOP
prodotti per almeno il 60% nel comprensorio di produzione delimitato,
sono: insilati, fieni, foraggi disidratati.
    I  mangimi hanno la funzione di concentrare principi nutritivi ad
elevato valore energetico e possono essere:
      1)   proteici:   leguminose   in   granella,   soia,   piselli,
sottoprodotti  derivati  dall'estrazione  dell'olio  di  soia,  quali
panelli e farine, polpe secche di barbabietole;
      2) fibrosi/energetici: granella di mais, orzo, sorgo, frumento,
avena,   olii  vegetali,  olio  di  soia,  cruscami  e  sottoprodotti
dell'industria molitoria.
    E' ammessa la pastorizzazione del latte che deve avvenire a 71,7°
per  15  secondi  o con trattamento equivalente. Il riscaldamento del
latte  puo'  avvenire  con  fuoco  di  legna, gas o vapore. Il caglio
utilizzato deve essere esclusivamente caglio bovino liquido.
    Si  utilizza  un  innesto  naturale  o  selezionato proveniente e
ottenuto  da  ceppi  autoctoni prodotti nell'area indicata all'art. 3
del presente disciplinare di produzione.
    La coagulazione avviene tra i 32° C ed i 40° C con una durata tra
10 e 20 minuti in rapporto alle condizioni climatiche e della materia
prima.  Si effettuano due rotture della cagliata. La prima grossolana
e'  seguita  da  una  sosta  di  10/15 minuti in modo che il coagulo,
iniziando  la  fase  di spurgo, acquisti maggiore consistenza; con la
seconda rottura si ottengono glomeruli caseosi della grandezza di una
nocciola.   La   cagliata   non   viene  riscaldata.  Nella  fase  di
coagulazione  del  latte, in alternativa alle attrezzature in acciaio
e/o plastica alimentare e' ammesso l'utilizzo delle caldaie in rame.
    L'estrazione  della  cagliata  avviene  per  trasferimento  dalle
caldaie negli stampi.
    E'  ammessa l'estrazione con teli in fibre naturali o sintetiche,
e per la sosta della cagliata sono ammessi stampi in legno.
    La  stufatura  puo' durare da un minimo di otto ore ad un massimo
di  sedici  ore  con  una  temperatura  compresa  tra 21° C e 29° C e
umidita' tra 80% e 90%.
    La  marchiatura  identificativa  del prodotto, avviene durante la
stufatura,  nel corso di uno dei rivoltamenti, dopo la messa in forma
della  cagliata, prima della salatura, affinche' la relativa impronta
risulti  evidente  anche  nel  formaggio  maturo.  La  matrice  e' di
materiale  plastico  ad  uso  alimentare e viene impressa solo su una
faccia  piana e reca il numero di identificazione del caseificio, che
si  rileva  mediante  l'applicazione  delle matrici distribuite dalla
struttura  di  controllo  o  dal  consorzio  di tutela incaricato dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
    Il  marchio  all'origine della denominazione 'Salva Cremasco' DOP
ha  forma  quadrata  e riporta al proprio interno le seguenti lettere
cosi' disposte:

         ---->   Vedere marchio a pag. 54 della G.U.  <----

    in alto a sinistra la lettera S;
    in alto a destra la lettera C;
    in basso a sinistra la lettera C;
    in basso a destra la lettera S.
    Al  centro  della matrice, in mezzo alle lettere, e' riportato il
numero identificativo del caseificio produttore.
    La matrice ha forma quadrata con lato di 11 x 11 cm o 17 x 17 cm.
    Al   fine   di   garantire   una  corretta  rintracciabilita'  ed
individuazione  del  prodotto,  che riportando la matrice solo su una
faccia  piana  della  forma,  per  via della tipologia a pasta molle,
risulterebbe  privo di simboli identificativi nelle singole porzioni,
tutte  le  operazioni  di  porzionatura di prodotto stagionato devono
avvenire  esclusivamente  in  zona  di origine, cio' anche al fine di
garantirne la qualita'.
    Le operazioni di salatura si effettuano a secco o in salamoia.
    La  stagionatura deve avvenire in ambienti che hanno una umidita'
naturale  o  controllata da 80/90% e con una temperatura compresa tra
2°  C  e  8° C in rapporto alle condizioni di temperatura esterna, su
assi di legno.
    Durante il periodo di stagionatura, che si protrae per un periodo
minimo  di  settantacinque  giorni,  la  forma  viene  frequentemente
rivoltata.  E'  ammesso  il  trattamento  della  forma  con  un panno
imbevuto  di  soluzione  alcalina  o  spazzolata  a secco, al fine di
mantenere   le   caratteristiche  della  crosta  e  ridurre  le  ife,
contribuendo a far assumere alla forma la colorazione caratteristica.
Non e' ammesso alcun trattamento della crosta, fatte salve le normali
spugnature  con  acqua  e sale, l'eventuale uso di olio alimentare ed
erbe aromatiche.
    Le  operazioni  di  produzione  del  latte, di caseificazione, di
stagionatura,  di porzionamento devono avvenire nella zona delimitata
all'art.  3  del  presente  disciplinare  di  produzione,  al fine di
garantire   la  qualita',  la  tracciabilita'  ed  il  controllo  del
prodotto.
    Qualora  il  prodotto stagionato comporti una porzionatura, anche
il  confezionamento  deve  avvenire  nella  zona  di  produzione come
delimitata  all'art.  3  del  presente disciplinare di produzione, al
fine di non compromettere le garanzie di autenticita' del prodotto.
                               Art. 6.
                        Legame con l'ambiente

    Il  formaggio  'Salva  Cremasco'  DOP  di  distingue  dagli altri
prodotti  similari  per  le  specifiche  caratteristiche  fisiche  ed
organolettiche, come ad esempio la crosta di spessore sottile, liscia
a  volte fiorita, di consistenza media, con la presenza di microflora
caratteristica;  il colore bianco della pasta che tende al paglierino
con  l'aumentare  della  stagionatura  con fenomeni di proteolisi nel
sottocrosta  e  lo  specifico  sapore aromatico ed intenso che assume
connotazioni piu' pronunciate con il trascorrere della stagionatura.
    Tutte  queste  caratteristiche  sono  determinate  in particolare
dalla  lunga  stagionatura  che  avviene in ambienti carichi di muffe
contaminanti  che  fanno  parte  del  corredo  micomicrobiologico del
prodotto  e  sono  strettamente  legate agli ambienti di produzione e
stagionatura.  E'  esatto affermare che l'ecosistema che determina le
predette   caratteristiche   non   e'  trasferibile  e  le  muffe  ne
costituiscono  un  elemento indispensabile e concorrono a definire le
caratteristiche intrinseche del prodotto finito.
    L'area  interessata alla produzione di formaggio 'Salva Cremasco'
DOP  e'  caratterizzata  da  suoli  in aree morfologicamente rilevate
della  pianura  alluvionale.  L'uso  dei  suoli, da un punto di vista
agricolo,    prevede   cerealicoltura,   foraggicoltura   e   colture
specializzate   intensive.  Le  elevatissime  rese  delle  produzioni
agricole  non  comportano  la necessita' di supporti energetici molto
consistenti.  Le  aree  coltivate  coprono buona parte del territorio
della zona delimitata e contengono anche aree strappate alle paludi e
bonificate  con  una  capillare  rete  di  drenaggio e di irrigazione
sviluppata  attraverso  i  secoli.  Si  tratta  della fertile pianura
irrigua dove si e' sviluppato nel tempo l'allevamento del bestiame in
grado  di  fornire  la materia prima per la lavorazione del formaggio
'Salva Cremasco'.
    A  cio'  si  aggiunga  il  fattore  umano depositano della antica
cultura  casearia  che  si  esprime attraverso strumenti e tecnologie
fortemente   caratterizzate   dai  luoghi.  Le  origini  legate  alla
paziente,  limitata  e domestica lavorazione del 'furmac sc', sono da
ricercarsi  nella sapiente capacita' contadina, frutto di un'economia
del   'non  spreco',  che  ancora  oggi  dovrebbe  essere  motivo  di
attenzione  e  imitazione.  Non  a caso l'origine semantica del nome,
'Salva   Cremasco',   viene  attribuita  proprio  alla  funzione  del
formaggio,  cioe'  alla necessita' di 'salvare' le eccedenze di latte
primaverile. Queste abilita', che sono direttamente discendenti dalle
modalita'   di   trasmissione   delle   conoscenze  delle  tecnologie
produttive e degli atti e gesti necessari alla riuscita del prodotto,
si  tramandano  di  generazione in generazione. Si tratta di abilita'
che  ancora permangono fra gli operatori del settore e si evidenziano
nella  conoscenza  e applicazione della grande manualita' ancora oggi
esistente.
    Le  testimonianze  storiche che comprovano lavorazione del latte,
tra Adda e Serio, e la produzione di questo formaggio, presente nella
tradizione  gastronomica  dei  luoghi,  sia  una  pratica antica sono
numerose  a  partire  dopo l'anno mille, con lo sviluppo urbanistico,
quando  il locus Cremae divenne castrum, borgo fortificato. Nei resti
dell'insediamento  di  un  piccolo villaggio protostorico rinvenuto a
Montecchio  di Vidolasco, databile intorno al X sec. a.C., sono stati
rinvenuti  numerosi frammenti di colatoi fittili, recipienti forati a
base  piatta  che  testimoniano  l'esistenza di una intensa attivita'
relativa alla trasformazione del latte.
    A  riprova  del  largo  consumo  infine, appaiono caci di diverse
forme,  nei  numerosi quadri e negli affreschi databili XVII secolo e
XVIII  secolo,  dove sono raffigurate tavole imbandite o scene tratte
da  suntuosi  banchetti.  Un  recente  studio  (Gruppo  Antropologico
Cremasco  -  Crema  a tavola ieri e oggi-2001) ha evidenziato che per
esempio  nella  cena  di  San  Gregorio  Magno, ispirata alla legenda
aurea, compare sul desco una piccola formella di Salva Cremasco.
                               Art. 7.
                              Controlli

    Il  controllo  sulla  conformita' del prodotto al disciplinare e'
svolto  conformemente  a  quanto stabilito dagli articoli 10 e 11 del
regolamento CE n. 510/2006.
                               Art. 8.
                            Etichettatura

    Il  formaggio  'Salva  Cremasco' DOP puo' essere venduto in forme
intere o porzionato.
    Al  momento della sua immissione al consumo, su tutti gli incarti
e/o su tutte le confezioni e' obbligatoria, in etichetta, la dicitura
'Salva Cremasco' DOP, unitamente al logo della denominazione di forma
quadrata  che  riporta  al  proprio interno le seguenti lettere cosi'
disposte:

         ---->   Vedere marchio a pag. 55 della G.U.  <----

      in alto a sinistra la lettera S;
      in alto a destra la lettera C;
      in basso a sinistra la lettera C;
      in basso a destra la lettera S, ed al logo comunitario.
    La  dicitura  'Salva Cremasco' DOP dovra' risultare di dimensioni
significativamente  superiori  ad  ogni  altra  scritta  presente. E'
vietato  riportare  qualsiasi  qualificazione  aggiuntiva  diversa da
quelle previste dal presente disciplinare.
    E'  consentito  l'uso  di indicazioni che facciano riferimento ad
aziende,  nomi,  ragioni sociali, marchi privati a condizione che non
abbiano  significato  laudativo  e  che  siano  tali da non trarre in
inganno  l'acquirente. E' consentito, altresi', indicare il nome o la
ragione sociale delle aziende di stagionatura e/o di confezionamento.
Tali  indicazioni dovranno risultare di dimensioni significativamente
inferiori alle indicazioni prescritte dal presente disciplinare.
                               Art. 9.
                        Prodotti trasformati

    I  prodotti per la cui preparazione e' utilizzata la D.O.P. Salva
Cremasco,   anche   a  seguito  di  processi  di  elaborazione  e  di
trasformazione  possono  essere  immessi  al  consumo  in  confezioni
recanti  il riferimento a detta denominazione senza l'apposizione del
logo  comunitario  a  condizione  che gli utilizzatori del prodotto a
D.O.P.  siano  autorizzati  dai  titolari  del  diritto di proprieta'
intellettuale  conferito  dalla registrazione della D.O.P. riuniti in
Consorzio   incaricato   dal   Ministero   delle  politiche  agricole
alimentari e forestali.
    Lo  stesso  Consorzio provvedera' ad iscriverli anche in appositi
registri ed a vigilare sul corretto uso della denominazione protetta.
In  assenza di un Consorzio di tutela incaricato le predette funzioni
saranno  svolte  dal  Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali  in  quanto autorita' nazionale preposta all'attuazione del
Regolamento CE n. 510/2006.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 26-06-2007   07:50:09
 
 


dedicato ai clienti

il Guizzo

clicca per accedere al sito della Galassia di Preti Mangimi

clicca per scaricare il file in formato pdf

clicca per visitare il sito BRB Volumax

al dialèt dì Crusèra



 MISCELLANEA
  PMI NEWS
  GLOBAL WATCH
  RIVISTE SPECIALIZZATE
  LO SPECIALE
  L'OSCAR
  AGRODOLCE
  SCHEGGE IMPAZZITE
  BUSSOLA DEL GUSTO
  MARKET CAFE'
  ITALIANITA'
  DETTO & FATTO
  BACKSTAGE
  PARTERRE
  ATTUALITA'
  AGROITINERARI
  BOTTA E RISPOSTA
  CURIOSITA'
  TENDENZE
  TECH NEWS
  INTERNET NEWS
  CICLISMO
  RADIO E TV
  CINEMA
  TEATRO
  MUSICA
  LIBRI
  MOSTRE
  ANNIVERSARI
  L'ANGOLO ASTROLOGICO
 Il Meteo
 Wikipedia

Scrivi alla Redazione: info@agrifornews.it
A cura di:
PRETI MANGIMI S.r.l.
Via Smerrieri, 2/4/6 - REVERE (Mantova) - Tel. 0386 46469 - Fax. 0386 846034 / 0386 847156
P.Iva 00229820204
URL: www.pretimangimi.it - Email: info@pretimangimi.it

Informazioni Privacy - Informativa Cookies