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Investire nella genetica animale, integrazione tra ricerca e filiera zootecnica.

Investire nella genetica animale

La zootecnia italiana deve poter contare su una maggiore integrazione tra ricerca e filiera zootecnica. Lo ha sottolineato il presidente dell'Aia, Nino Andena, nel corso di una conferenza stampa a Roma. llustrati i risultati di un'importante ricerca, frutto della collaborazione tra Aia, Aspa e Accademia dei Georgofili

da sinistra: Secchiari, Andena e Nardone
da sinistra: Secchiari, Andena e Nardone

Il presidente dell'Associazione italiana allevatori, Nino Andena, chiede di definire al più presto un quadro strategico d'azione che coinvolga Ministero, Regioni, Professionali agricole, Sistema allevatori e mondo della ricerca. Un invito che si fa più pressante, alla luce delle gravi difficoltà di alcuni segmenti della zootecnia nazionale e per offrire comunque risposte credibili dentro e fuori la filiera zootecnica, con un occhio attento questa volta proprio agli obiettivi di genetica animale.
E proprio di questi obiettivi il presidente Andena ha parlato in occasione della conferenza stampa, che si è tenuta il 20 giugno a Roma presso la sede dell'Associazione italiana allevatori. Con lui erano presenti il prof. Pierlorenzo Secchiari, presidente dell'Associazione scientifica di produzione animale (Aspa) e il prof. Alessandro Nardone, vicepresidente del Consorzio di ricerca e sperimentazione per gli allevatori (Crsa).
Investire nella genetica non paga subito, occorre un po' di tempo, riferisce Andena. Non ci sono risultati a breve termine ma quando arrivano ripagano non soltanto l'allevamento interessato ma l'intero sistema produttivo, comprese le microaziende ancora poco strutturate, comprese quelle dislocate in territori difficili.
'I cambiamenti in atto, precisa il presidente dell'Aia, impongono al nostro sistema zootecnico di recuperare efficienza e competitività per rispondere allo sviluppo della concorrenza internazionale ed alle attese dei consumatori'. Andena insiste sulla necessità di 'una maggiore integrazione tra ricerca e filiera zootecnica' anche per rendere più immediato il trasferimento delle acquisizioni scientifiche nella realtà applicativa e ridefinire i rapporti con l'industria e la distribuzione per governare un mercato sempre più complesso e omologante.
Un termine di confronto è senza dubbio rappresentato su questo fronte proprio dalla ricerca scientifica illustrata nel corso della conferenza stampa, frutto della collaborazione tra Accademia dei georgofili, Aspa e Aia. Lo studio dal titolo 'Acquisizioni della genetica e prospettive della selezione animale' apre dunque le porte verso i nuovi scenari della genetica, fornendo importanti elementi di carattere sociale, economico e tecnico, ipotizzando lo sviluppo della zootecnia nel nostro Paese. E presto seguirà anche un 'Libro bianco sulla zootecnia italiana, i cui risultati saranno divulgati in occasione di una prossima adunanza dell'Accademia dei georgofili.
'Negli ultimi decenni i mezzi della genetica si sono enormemente potenziati' ha evidenziato Andena, che ha fatto riferimento soprattutto all'elevata capacità di determinazione raggiunta dalle nuove biotecniche molecolari, a costi sempre più contenuti, facendo ritenere, puntualizza ancora Andena che ' sia maturo il tempo per avviare un loro impiego sistematico nei piani di miglioramento genetico'.
Tra gli obiettivi di selezione così viene riservata, spiega il presidente 'un'attenzione sempre più mirata agli aspetti qualitativi dei prodotti, alla riproduzione, alla resistenza degli animali alle malattie e agli stress'.
Per i nostri allevamenti zootecnici un vero punto di forza, secondo Andena, può essere quindi rappresentato dalla combinazione tra genetica quantitativa e i metodi di genetica molecolare. Una combinazione perfetta per aumentare la sostenibilità dei sistemi zootecnici e per ottenere prodotti animali che soddisfino meglio le molteplici richieste del consumatore.

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 20-06-2007   17:59:48
 
 


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