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ENERGIA E AMBIENTE
Il mondo agrario punta sull'energia

E intanto continuano le battaglie di Coldiretti per il prezzo del latte

L'azione tesa a garantire un prezzo del latte alla stalla più remunerativo, l'impegno a promuovere una corretta gestione della risorsa acqua, le proposte volte a dare alle imprese concrete opportunità di integrazione del reddito (si pensi alla «coltivazione di energia»): sono queste le strade che, con grande determinazione, la Coldiretti sta percorrendo.
Com'è noto, in questi giorni è giunta ad un passaggio cruciale la battaglia sul prezzo del latte.
«La nostra provincia è terra di allevamenti, in primo luogo di vacche da latte. Parliamo di imprese che investono e che lavorano per garantire ai cittadini-consumatori un prodotto salubre, di alta qualità, ancorato al territorio» evidenzia Roberto Biloni, presidente di Coldiretti Cremona.
«Queste aziende meritano di vedere adeguatamente remunerato il loro prodotto, frutto di costretti a pagare circa 1,30 euro per un litro di latte fresco, con rincari dalla stalla alla tavola del 333 per cento) hanno condotto a presidi presso gli stabilimenti e manifestazioni di piazza in cui Coldiretti Cremona è stata in prima linea. «Abbiamo denunciato una situazione insostenibile, per i consumatori e per gli allevatori» riprende Biloni. «Le nostre stalle rischiano di chiudere, mentre nel 2006 sono stati quasi grande fatica e di cospicui investimenti.
Per questo, anche alla luce dei risultati ottenuti con la battaglia dello scorso anno, in vista della nuova campagna la Coldiretti si è subito attivata, allo scopo di raccogliere i nostri soci allevatori conferenti all'industria, per concentrare l'offerta di latte e spuntare un prezzo più equo e dignitoso».
Gli ostacoli incontrati nella trattativa condotta a livello regionale tra organizzazioni agricole e industriali (dato l'atteggiamento dell'industria, ostinata nella pretesa di versare agli allevatori solo poco più di 30 centesimi per litro di latte quando i consumatori sono 2,2 i miliardi di chili di latte e crema di latte importati dall'estero, per essere spesso spacciati come Made in Italy in formaggi e latticini». Ma non di solo latte si occupa la Federazione: forte è l'impegno a tutela del reddito delle imprese agricole in tutti i settori produttivi (ortofrutta, seminativi, avicoltura, suinicoltura ecc). Sono di questi giorni gli incontri sul territorio tesi ad illustrare e ad aprire un confronto in merito ai contenuti della proposta di Riforma del settore ortofrutta nell'ambito della politica agricola.
Altro terreno di lavoro è la direttiva nitrati. Il provvedimento, di recente approvazione, ha portato a 72 (dai precedenti 28) il numero dei comuni in provincia totalmente vulnerabili (con un incremento della superficie soggetta alla direttiva, passata dal 23% al 58%).
«In un territorio con una così forte vocazione zootecnica questa normativa legata allo spandimento di liquami genera grande preoccupazione» spiega Biloni. «Attraverso un attento confronto con la Regione, la nostra organizzazione sta operando per evitare che vincoli più restrittivi mettano a rischio il nostro patrimonio zootecnico.
Alla Regione la Coldiretti ha chiesto, tra l'altro, di dare attuazione ad alcune misure indispensabili come la creazione di una filiera di valorizzazione dei reflui con il finanziamento di impianti di biogas, ma anche finanziamenti mirati per le aziende che, a seguito della nuova direttiva, dovranno affrontare inevitabili adeguamenti strutturali». Anche sul fronte acqua l'impegno è costante.
Con due convegni (organizzati prima a Cremona poi a Crema, con il titolo «Campagna irrigua 2007: proposte ed azioni a tutela dell'ambiente e dell'agricoltura»), la Coldiretti ha rilanciato il dibattito sull'acqua, dichiarando aperta «una risoluta azione di mobilitazione», che già dai mesi primaverili vedrà l'organizzazione impegnata in un monitoraggio dei livelli di stoccaggio dei bacini alpini e degli invasi, al fine di controllare che non manchino le scorte idriche per l'estate. «Coldiretti Cremona ha posto a tutti i livelli la questione irrigazione e non intende demordere da questa battaglia, strategica per il futuro dell'agricoltura cremonese e lombarda» sottolinea Biloni, ricordando che l'organizzazione ha presentato un documento con precise proposte in materia di gestione dell'acqua.
Tra i punti fissati, citiamo «il rinnovo delle concessioni» («mantenendo le portate preesistenti, al fine di garantire gli approvvigionamenti idrici alle imprese agricole»), «la definizione di un regolamento chiaro che nei casi di emergenza evidenzi in modo netto le procedure sui rilasci dai bacini alpini », la «costituzione di una cabina di regia che verifichi la situazione e, di fatto, risponda di tutte le informazioni» e, ancora, «la realizzazione di interventi strutturali sui laghi», nonché il «recupero di ogni fonte idrica sul territorio da destinare a supporto della struttura irrigua esistente».
Altre richieste riguardano la creazione di un «coordinamento regionale di iniziative quali il piano cave e l'escavazione di pozzi», la «bacinizzazione del fiume Po», e infine l'avvio di un «piano di comunicazione che evidenzi come l'agricoltura non consuma acqua, ma al contrario sopporta costi e si fa carico di interventi ed azioni che generano qualità ambientale». La campagna per l'acqua rientra in un più ampio impegno per la tutela e valorizzazione dell'ambiente.
Un discorso che si lega ad una sfida che l'agricoltura cremonese è pronta a cogliere: quella di coltivare energia. «Abbiamo più volte confermato, non solo a parole ma con i fatti, la nostra volontà di produrre energia dai campi» ribadisce Biloni.
«Promuovere la produzione di energia dai campi significa offrire alle imprese una concreta occasione di garantirsi una fonte di reddito integrativa». Per Coldiretti ci sono le condizioni per cogliere, nel nostro territorio come in tutta Italia, un'opportunità che concilia gli interessi dei cittadini con quelli delle imprese: ci sono le coltivazioni, la tecnologia e la domanda necessarie a far decollare un settore che può offrire un contributo positivo all'ambiente e alla salute.
In Italia - secondo l'analisi di Coldiretti - potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti, utilizzando residui agricoli, forestali e dell'allevamento e installando pannelli solari nelle aziende agricole, sarà possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, risparmiando oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e riducendo le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate. 

( fonte: Cremaweb)

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 20-04-2007   00:11:15
 
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