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MONETA E INFLAZIONE
CONVIENE LASCIARE LA LIQUIDAZIONE IN AZIENDA O DESTINARLA A UN FONDO? QUESTA E' UNA SCELTA IMPORTANTE CHE RIGUARDA 11 MILIONI DI LAVORATORI.

CERCHIAMO DI CAPIRE INSIEME.

La nuova Finanziaria prevede che entro il 30 giugno prossimo i lavoratori dipendenti debbano decidere se lasciare il Tfr (trattamento di fine rapporto, la cosiddetta liquidazione) in azienda, come è accaduto fino ad oggi oppure di destinarlo ad un fondo pensione (la cosiddetta previdenza complementare). Qualunque sia la decisione, riguarderà solo il Tfr futuro. La scelta cambia a seconda dell'anzianità contributiva del lavoratore. La liquidazione già maturata resta sempre accantonata in azienda e sarà versata alla fine del rapporto di lavoro (o al momento pensionamento) con le rivalutazioni previste dalla legge.

 

La comunicazione della scelta deve avvenire in entrambi i casi a mezzo lettera e inviata al datore di lavoro indicando anche il tipo di fondo scelto. In assenza di tale lettera scatterà il meccanismo del 'silenzio assenso' che prevede l'obbligo per il datore di lavoro a trasferire il Tfr futuro al fondo pensione previsto dagli accordi sindacali o dal contratto collettivo, senza possibilità di scelta per il lavoratore. E' opportuno quindi  informarsi preventivamente al fine di operare una scelta conveniente e non aspettare l'ultimo momento.
Comunque il datore di lavoro è obbligato entro il31 maggio a ricordare l'avvicinarsi della scadenza al dipendente che non ha ancora inviato la lettera. La scelta di trasferire il Tfr al fondo pensione non può essere revocata, mentre il lavoratore che ha lasciato i soldi in azienda può successivamente cambiare idea ed aderire ad una forma pensionistica complementare con l'accantonamento residuo. Questo vale per chi è iscritto a un ente di previdenza obbligatorio (come l'Inps) dal 29 aprile 1993. Per quanto riguarda i soggetti che sono iscritti all'Inps (o ad un altro istituto di previdenza obbligatoria) da prima del 29 aprile 1937 devono anch'essi comunicare la loro decisione con una lettera al datore di lavoro. Tuttavia questi dipendenti grazie alla loro maggiore anzianità contributiva, possono scegliere di destinare al fondo pensione anche solo parte della liquidazione futura. Se risultano iscritti già al 10 gennaio 2007 ad una forma pensionistica complementare volontaria, hanno la facoltà di continuare a versare la quota attuale (per esempio il 20% del Tfr) o una quantità maggiore (e mantenere il resto in azienda). In qualsiasi momento possano decidere di innalzare tale quota. Nel caso non siano iscritti a nessun fondo prima del 10 gennaio 2007, la quota minima da destinare è stabilita dagli accordi collettivi (e mai in misura minore al 50%). Anche per loro resta la possibilità di aumentare la quota versata al fondo.

 

 

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 27-03-2007   23:17:58
 
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