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ITALIANITA'
Latte, contro la crisi del prezzo lanciato nuovo allarme dai produttori

Sos per la zootecnia da latte

L'Associazione italiana allevatori lancia l'allarme per la grave situazione dell'allevamento da latte italiano, uno dei comparti più importanti dell'agroalimentare italiano.

La Giunta esecutiva ed il Comitato direttivo dell'Associazione italiana allevatori (Aia), lanciano l'allarme per la grave situazione in cui si trova l'allevamento da latte in Italia. In occasione della riunione, tenutasi a Roma il 14 e 15 marzo sotto la presidenza di Nino Andena, gli Organi sociali dell'Aia hanno preso in esame le problematiche della zootecnia da latte, uno dei comparti più importanti dell'agroalimentare nazionale che, viene sottolineato in un comunicato dell'associazione, rischia il tracollo economico-finanziario con conseguenze pesantissime sui livelli produttivi, occupazionali e sulla bilancia commerciale del Paese.
La nota dell'Aia spiega che un litro di latte viene pagato alla stalla 0,32 centesimi di euro ma ne costa mediamente 0,40 al produttore e circa 1,30 al consumatore; i rincari dalla stalla alla tavola superano il 300%; per ogni 100 euro pagati dal consumatore finale il consumatore, soltanto 19 vanno all'allevatore, 33 all'industria di lavorazione e ben 48 alla distribuzione; oltre l'80% delle aziende chiude i bilanci in rosso; l'indebitamento verso il sistema bancario ha raggiunto livelli non più sostenibili; più del 60% dei produttori ha già abbandonato l'attività, non solo negli allevamenti marginali delle aree svantaggiate ma da qualche tempo anche in quelli efficienti, di pianura.
Negli ultimi dieci anni le stalle da latte in Italia si sono infatti più che dimezzate,continua il comunicato, passando da quasi 180 mila a meno di 50 mila unità e, nella sola Lombardia, da circa 15 mila a poco meno di 7 mila. Il blocco degli investimenti frena l'innovazione, indispensabile alla crescita delle capacità competitive del settore.
Il comunicato dell'Aia sottolinea che gli allevatori vendono il latte al prezzo di quindici anni fa, assolutamente inadeguato agli attuali oneri produttivi, all'andamento dei consumi e del mercato lattiero-caseario.
Il Comitato direttivo e la Giunta esecutiva di Aia, continua la nota dell'Associazione, hanno espresso piena adesione e sostegno alla mobilitazione degli allevatori lombardi ed alle iniziative che le Confederazioni agricole (Coldiretti, Cia e Federlombarda) ritenessero opportuno intraprendere a tutela del latte italiano, dei prodotti lattiero-caseari e dei consumatori. Nel contempo chiedono un quadro di attendibilità su cui basare le scelte imprenditoriali per il futuro dell'allevamento nazionale, in condizioni di redditività accettabili.
Andena, presidente di Aia e della Coldiretti lombarda, si evidenzia ancora nel comunicato dell'Associazione, ha nuovamente ribadito come il mancato riconoscimento di una remunerazione adeguata agli allevatori italiani potrebbe ritorcersi sulle stesse imprese di trasformazione ma anche determinare gravissime ripercussioni sui cittadini consumatori che sarebbero privati di prodotti insostituibili sul piano della qualità e della sicurezza alimentare.
Gli Organi Sociali di AIA, continua la nota, seguono con grande attenzione e preoccupazione anche i problemi relativi alla direttiva nitrati, che se applicata integralmente, così come pretende la Commissione europea, metterebbe in gioco la stessa sopravvivenza di migliaia di aziende in quelle aree del Nord Italia tra le più vocate d'Europa per la produzione di latte e carne, strategiche per il nostro agroalimentare.
E' quindi più che urgente - ha dichiarato il presidente Andena - un monitoraggio ambientale preciso, per impostare i necessari correttivi all'applicazione della normativa. E' indispensabile un impegno particolare di Mipaaf, Ministero dell'Ambiente e Regioni per un'azione concreta ed efficace volta ad ottenere dall'Unione europea le modifiche necessarie a mettere la nostra zootecnia in condizioni di adeguarsi alla direttiva, a limitare le ricadute negative sull'intero comparto zootecnico, scongiurando nel contempo la temuta procedura di infrazione davanti alla Corte di Giustizia europea con il blocco delle risorse finanziarie del Piano di sviluppo rurale 2007-2013.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 16-03-2007   06:19:42
 
 


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