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DIRITTO & SOCIETA'
Scoppia la guerra della bresaola ...100% prodotto italiano ??..Zebù brasiliano o manzo italiano? ...e l'Angus argentino ?..

 

Scoppia la guerra della bresaola ...100% prodotto italiano ??..Zebù brasiliano o manzo italiano? ...e l'Angus argentino ?..

Tutta colpa, anzi merito, del bos taurus indicus, comunemente detto zebù. Incrociando la vacca comune con questo bovino dotato di gobba e grande giogaia, gli allevatori brasiliani ottennero un animale con la carne dura come la suola delle scarpe. 'Ma è carne magra e va benissimo per le nostre bresaole', dice Emilio Rigamonti, presidente del consorzio che tutela appunto la bresaola della Valtellina.

Qualche consumatore sarà sorpreso. Forse pensava, magari guardando la pubblicità in tv, che la carne da stagionare fosse gentilmente offerta dalle vacche e dai manzi delle montagne bergamasche. 'Sono ormai decenni - dice l'uomo del consorzio - che acquistiamo carne brasiliana e il motivo è semplice: solo quella va bene per il nostro prodotto. Quella italiana ed europea sono troppo grasse. E poi bisogna ricordare che lo zebù è un bovino come gli altri. Ha solo quel nome strano, che richiama Belzebù... '.

Sembra però che le vacche della bresaola, da oggi in poi, potranno vivere più a lungo. L'Unione europea ha infatti imposto al Brasile numerose norme che in pratica bloccano buona parte dell'importazione di quella carne: certificato di filiera, garanzie sanitarie... Senza certificati, da oggi 31 gennaio, dalle terre brasiliane non arriverà neppure un quarto di bovino.

Ma la polemica non varca l'oceano: le liti sulla carne da bresaola, ancora una volta, sono tutte italiane. Ha iniziato l'Uniceb, l'unione degli importatori di carne, con una lettera a ministro Paolo De Castro. 'Ho spiegato al ministro - dice il presidente Renzo Fossato - che senza la carne brasiliana noi non produrremo più la bresaola. Gli allevatori brasiliani che esportano sono quindicimila e solo 300 hanno presentato i certificati di rintracciabilità. Già il mercato è in subbuglio. Una tonnellata di carne oggi costa 13.000 dollari - comprese tasse e dogane - invece dei 9.500 di un mese fa. Ho chiesto al ministro: dobbiamo dire addio alla bresaola?'.

Il ministro ha risposto subito, preoccupato. 'La bresaola è uno dei gioielli del nostro agroalimentare di qualità. Voglio esprimere ai responsabili di Bruxelles tutta la mia apprensione per il comparto. Bisogna trovare strategie che, senza alterare l'impianto complessivo della politica commerciale della Ue nel settore carni, permettano di tutelare la specificità della produzione di bresaola e i lavoratori dell'indotto'.

Apriti cielo. La Coldiretti spara a zero e dice che 'è particolarmente grave che un ministro, anziché valorizzare la produzione Made in Italy di carne bovina, intervenga a favore dell'importazione di carne dal Brasile'. L'Europa - dice la Coldiretti - ha fatto bene a bloccare quella carne 'per evitare che nei piatti dei cittadini europei finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l'afta epizootica'.

L'Uniceb si schiera a favore di bresaola e ministro e contro 'gli amici della Coldiretti'. 'Non c'è nessun elevato rischio sanitario. Le carni importate sono vincolate al disossamento e ad una maturazione che annulla qualsiasi rischio di trasmissione dell'afta epizootica. Noi vorremmo produrre la bresaola con carni bovine italiane, ma il prodotto disponibile sul mercato interno non è assolutamente adatto all'industria nazionale'.

Polemiche Made in Italy, mentre il settore va in crisi. 'Se le cose non cambiano - dice Emilio Rigamonti del consorzio - la produzione di bresaola si potrà bloccare presto. Per ora lavoriamo con le scorte ma appena finiranno ci sarà la cassa integrazione. I produttori irlandesi già esultano perché con il blocco del Brasile possono già alzare i prezzi. In generale, per la carne, prevedo un aumento al consumo dei 10-15%'. Anche una sottile fetta di bresaola, insomma, può appesantire il bilancio di una famiglia italiana.

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 29-02-2008   07:29:53
 
 


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