LOGIN
Welcome Guest
 
Nick:
Password:
 
Se non hai ancora un account, Registrati ora !!!

»Informativa Privacy
 Messaggi Grido
APPUNTAMENTI
Fiere, Rassegne, Convegni di settore...
mese precedente Dec 2018 mese successivo
D L M M G V S
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
Newsletter e Magazine

 QUOTIDIANI
 SERVIZI
  AGRICONSIGLI
  AGRICOLTURA BIOLOGICA
  AGRICOLTURA BIODINAMICA
  ALIMENTAZIONE E SALUTE
  AMBIENTE E TERRITORIO
  QUALITA E SICUREZZA
  RASSEGNA STAMPA
  ENERGIA E AMBIENTE
  IMMOBILIARE
 LINK UTILI
 Link Utili
 Sondaggio
Qual'è la città più bella d'Italia a Natale?
 
Firenze
Venezia
Roma
Napoli
Torino
Mantova
Bologna
Milano
Verona
Ferrara
Palermo
Bolzano
Perugia
Trento
Pisa
 

Voti sondaggio
 
Pretinews n. 7

LA NOSTRA COMMUNITY

Home

Sondaggio

Chat

Foto del Mese

Giochi

Webmail

Interviste Pazze

Intervista Doppia

Le Pagelle

Post it

Scrivi Grido

Pillole
 
  Vota Articolo Vota Articolo  elenco articoli Versione Stampabile Segnala ad un amico
 
ATTUALITA'
Sborsati dagli italiani 6 miliardi di euro. Vincono tradizione e 'made in Italy'

Natale e Capodanno: le tavole più 'povere' degli ultimi dieci anni. Consumi calati dell'4%. Ma il caro-prezzi fa salire la spesa (più 6,5 %)

 

 

Secondo il primo bilancio stilato dalla Cia, la flessione negli acquisti ha riguardato un pò tutti i prodotti, con pane, pasta, carne e ortofrutticoli in testa. In diminuzione anche i dolci, mentre c'è stata una crescita per vini e spumanti. Molto affollati i mercati degli agricoltori allestiti soprattutto nei borghi e nelle zone rurali, visitati da circa 8 milioni di persone perché più convenienti rispetto alla normale distribuzione.

 

 

 

Natale e Capodanno appena passati saranno ricordati come i più 'poveri' sotto il profilo alimentare. I consumi hanno fatto registrare un calo del 4 per cento rispetto allo scorso anno e per trovare un risultato così negativo bisogna tornare indietro almeno di dieci anni. Il caro-prezzi, però, ha fatto lievitare la spesa degli italiani che per imbandire le loro tavole per le feste, pur consumando di meno, hanno sborsato poco più 6 miliardi di euro, il 6,5 per cento in più nei confronti dell'anno precedente. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale sottolinea la flessione ha interessato generi come il pane, la pasta, il latte e i sui derivati (formaggi in particolare), gli ortofrutticoli, la carne che in questi ultimi mesi hanno subito aumenti ingiustificati sull'onda di manovre speculative.

 

Sono state, dunque, feste austere. Non ci sono state spese folli, almeno sotto l'aspetto alimentare. Comunque,  a tavola -ricorda la Cia- anche quest'anno ha vinto la tradizione e soprattutto il 'made in Italy'. Come il solito, hanno prevalso nei pranzi e nelle cene tra le mura domestiche carni, pesce, insaccati, vino e spumanti. Specialmente per questi ultimi il calo dei consumi non si riscontrato, con oltre 80 milioni di bottiglie, nella stragrande maggioranza nazionali, con Asti e Prosecco in testa.

 

Tra le carni e gli insaccati sono stati preferiti -rileva la Cia- pollo e tacchino (i cui consumi, dopo il crollo provocato dall'aviaria, sono tornati a crescere), maiale, cotechini e zamponi che, viste i rincari,  anche in questa occasione sono stati preferiti ad ostriche, caviale e salmone (prodotti che hanno subito un calo dei consumi pari al 25 per cento).

 

Oltre ai tradizionali dolci (panettoni, torroni, pandori), i cui acquisti sono scesi di un 5-6 per cento rispetto allo scorso anno, nei menù delle feste di Natale e di fine anno hanno trovato spazio i prodotti tipici e di qualità che costituiscono un grande patrimonio per il nostro Paese. Non solo, però, Dop, Igp, Doc e Igt, ma anche quelli che hanno tradizioni profonde, un forte legame con il territorio e che non hanno ancora avuto il riconoscimento europeo. C'è, infatti, una ricerca, da parte degli italiani, di prodotti di 'nicchia', frutto della paziente e secolare opera dei nostri agricoltori. Prodotti acquistati soprattutto nei tantissimi mercatini che sono stati allestiti soprattutto nei borghi e zone rurali.

 

In questi mercati, che nelle feste sono stati visitati da quasi 8 milioni di persone, si è, infatti,  potuto trovare di tutto e a prezzi più bassi rispetto alla normale distribuzione: dai vini agli oli extravergini di oliva, dai formaggi ai salumi, ai legumi, alle castagne, dai dolci tipici fatti in casa (pastiere, struffoli, torroni, panpepati, panforti, mandorlati, torte farcite, ciambelloni) alla frutta secca.

 

Oltre a pane,  pasta e latte, l'altra nota dolente ha riguardato gli acquisti di prodotti ortofrutticoli che  -dice la Cia- anche in questo periodo festivo hanno fatto registrare un calo del 6 per cento rispetto all'anno precedente. Una flessione che conferma la tendenza  al ribasso che si è protratta per l'intero 2007. Una delle cause principali, proprio i rincari, troppe volte ingiustificati, che si sono generati dal campo alla tavola.. Aumenti che hanno così scoraggiato i consumatori negli acquisti.

 

Sempre nel settore ortofrutticolo, anche altre 'voci' hanno avuto un aumento negativo. Si tratta della frutta secca (noci, nocciole e mandorle), che hanno segnato una flessione nelle vendite di circa l'8 per cento) e dei legumi (lenticchie e fagioli in testa), scesi del 3,5 per cento per cento. Fortemente negativo pure il trend dei consumi di frutta esotica (tanto ricercata negli anni passati): ananas, avocado, banana, mango, che hanno avuto una diminuzione superiore al 25 per cento.

 

Per i vini, soprattutto quelli rossi, sono state, invece, feste all'insegna della crescita, sia pur lieve. Tra Natale e Capodanno si sono stappate 155 milioni di bottiglie, il 95 per cento di produzione italiana, con una crescita del 1,3 per cento rispetto allo scorso anno.

 

Per il vino 'made in Italy' si è, comunque, registrato anche un forte exploit nelle vendite all'estero. Le esportazioni sono cresciute, nel periodo natalizio, di oltre il 13 per cento. Ottimi i risultati ottenuti negli Usa, ormai divenuto il primo mercato di sbocco per le produzioni vinicole nazionali.

 

Un'ultima annotazione riguarda la scelta degli esercizi dove gli italiani hanno fatto le loro spese agroalimentari. Secondo quanto accertato dalla Cia, i nostri connazionali si sono rivolti in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (58 per cento), seguita dai negozi tradizionali (22 per cento), dai mercatini locali (18 per cento) e da internet (2 per cento).

 

(fonte: cia.it)

 
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
 
 
Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 03-01-2008   18:11:59
 
 


dedicato ai clienti

il Guizzo

clicca per accedere al sito della Galassia di Preti Mangimi

clicca per scaricare il file in formato pdf

clicca per visitare il sito BRB Volumax

al dialèt dì Crusèra



 MISCELLANEA
  PMI NEWS
  GLOBAL WATCH
  RIVISTE SPECIALIZZATE
  LO SPECIALE
  L'OSCAR
  AGRODOLCE
  SCHEGGE IMPAZZITE
  BUSSOLA DEL GUSTO
  MARKET CAFE'
  ITALIANITA'
  DETTO & FATTO
  BACKSTAGE
  PARTERRE
  ATTUALITA'
  AGROITINERARI
  BOTTA E RISPOSTA
  CURIOSITA'
  TENDENZE
  TECH NEWS
  INTERNET NEWS
  CICLISMO
  RADIO E TV
  CINEMA
  TEATRO
  MUSICA
  LIBRI
  MOSTRE
  ANNIVERSARI
  L'ANGOLO ASTROLOGICO
 Il Meteo
 Wikipedia

Scrivi alla Redazione: info@agrifornews.it
A cura di:
PRETI MANGIMI S.r.l.
Via Smerrieri, 2/4/6 - REVERE (Mantova) - Tel. 0386 46469 - Fax. 0386 846034 / 0386 847156
P.Iva 00229820204
URL: www.pretimangimi.it - Email: info@pretimangimi.it

Informazioni Privacy - Informativa Cookies