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Contributo per la lotta all'inquinamento, Dal mais shopper per la spesa

Contributo per la lotta all'inquinamento

Dal mais shopper per la spesa

In arrivo buste per la spesa biodegradabili che sostituiranno le tradizionali in plastica. Saranno un contributo per la lotta all'inquinamento

un campo di mais
un campo di mais

Avranno un impatto importante per l'agricoltura dal momento che saranno fatte con il mais. Lo ha precisato il ministro De Castro parlando dei nuovi bio-sacchetti per la spesa che entreranno a regime nel gennaio 2008. Con un ritardo non trascurabile rispetto ad altri Paesi europei come la Francia, dove è già in vigore l'obbligo di sostituire le tradizionali buste della spesa di plastica con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale.
In Italia ogni anno sono circa 300mila le tonnellate di plastica tradizionale, consumate per sacchi e sacchetti di ogni genere, che potrebbero essere sostituite da prodotti biodegradabili. L'utilizzo di bio-shopper significherebbe, secondo uno studio effettuato da Coldiretti, l'emissione di 200mila tonnellate di anidride carbonica (CO2) in meno, ovvero un risparmio nei consumi di petrolio pari a 400mila tonnellate l'anno. Si otterrebbe in questo modo un contributo determinate al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.
E' sufficiente mezzo chilo di mais per sostituire 100 buste di plastica. Ma in quale modo da questa pianta si ricavano i sacchetti alternativi? Dalla materia prima si estrae un bipolimero che si presenta in forma di granulo e può essere lavorato, secondo le più comuni tecnologie di trasformazione, per produrre prodotti bioplastici dalle caratteristiche equivalenti alle plastiche tradizionali, ma perfettamente biodegradabili mediamente nel tempo di un ciclo di compostaggio.
In Italia sono già in produzione le plastiche di origine vegetale Mater-Bi e Origo-Bi presso la bioraffineria di Terni della Novamont, una giovane industria i cui ricercatori perseguono modelli e progetti che implicano l'integrazione tra chimica, ambiente e agricoltura. La stessa secondo la quale il nostro Paese possiede terreni, coltivazioni e capacità imprenditoriali sufficienti per un contributo concreto dell'agricoltura alla riduzione dell'inquinamento ambientale: destinando 800.000 ettari di terreno a colture di mais e oleaginose a fini energetici, sarebbe possibile per la Novamont, in linea di principio, produrre quantità di bioplastiche nell'ordine di circa 2 milioni di tonnellate, un quarto dell'intero fabbisogno nazionale di plastiche, metà dell'intera quantità di prodotti usa e getta. Con una differenza di costo, per ogni sacchetto, di pochi centesimi (8 per il sacchetto bio, 5 per quello in plastica tradizionale) in grado di ridursi nel tempo.
Dai campi possono venire importanti opportunità per ridurre l'inquinamento ambientale e garantire uno sviluppo veramente sostenibile. Il mais, una pianta che ha contribuito nei millenni a sfamare l'umanità, ne è un esempio.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Autore: Gino  (Admin)    Data: 17-10-2006   07:44:43
 
 


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