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Temporaneo o a progetto, outsourcing, prestazione d'opera, finto lavoro 'in proprio': Il lavoro precario fa male alla salute!!

Il lavoro precario fa male alla salute, lo rivela uno studio dell'Osha

L'agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro parla chiaro. Temporaneo o a progetto, outsourcing, prestazione d'opera, finto lavoro 'in proprio': chi lavora così è più esposto

 

BRUXELLES - Il lavoro precario fa male alla salute. Lo dice uno studio pubblicato dall'Osha, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, che evidenzia l'insorgere di vari rischi legati alle nuove forme di organizzazione del lavoro. L'Agenzia ha interpellato vari esperti in 13 paesi europei, tra cui l'Italia, negli Usa e presso l'Ilo (agenzia dell'Onu per il lavoro) tramite il metodo Delphi, chiedendo loro di definire quali sono (se ci sono) i nuovi rischi derivanti dalle nuove forme di organizzazione del lavoro. Il gruppo principale di nuovi rischi per la salute dei lavoratori deriva dalle nuove forme di contratto lavorativo emerse nell'ultimo decennio: lavoro temporaneo o a progetto, outsourcing, prestazione d'opera, finto lavoro 'in proprio'.

 

I lavoratori che operano sotto questi tipi di relazioni contrattuali sono più esposti di chi ha un lavoro stabile a rischi per la sicurezza e la salute. I precari - notano gli esperti - hanno occupazioni più rischiose, condizioni di lavoro più scarse, e raramente ricevono una formazione adeguata su salute e sicurezza. L'accumularsi di contratti a breve termine aumenta poi il rischio di insicurezza e marginalizzazione, incrementando lo stress e la preoccupazione legati al lavoro, con rischi potenziali per la salute. La lettura data dagli esperti è ampiamente supportata dalla letteratura scientifica in materia: ci sono prove concrete che le caratteristiche di queste nuove forme di lavoro non tradizionali portino a rischi peculiari per la salute.

 

I lavoratori precari rimangono spesso esclusi dai tavoli sindacali su salute e sicurezza, mentre le continue interruzioni di contratto si riflettono su una pericolosa discontinuità della responsabilità legale del datore di lavoro nei loro confronti.

 

Alcune fonti d'indagine rilevano poi che i precari hanno minore accesso alle attrezzature e strumenti di protezione e sicurezza. In sostanza, i lavoratori atipici devono affrontare condizioni fisiche di lavoro peggiori, maggiore insicurezza psicologica e stress eccessivo, un maggior carico d'impiego, incidenti più frequenti. Oltre al precariato, anche l'invecchiamento dei lavoratori, l'intensificazione del lavoro, i carichi emozionali eccessivi (a cominciare dalle molestie), e un cattivo bilanciamento tra vita famigliare e professionale concorrono ad aumentare i danni alla salute derivanti dal lavoro. Questi sono tutti fattori legati alla nuova strutturazione dell'occupazione. Ad esempio, i carichi di lavoro aumentano perché ci sono meno lavoratori per una quantità di lavoro in aumento. Questo ha conseguenze negative documentate: le statistiche europee indicano che oltre metà degli occupati afferma di lavorare ad alte velocità e pressione per tre quarti del tempo, con un trend che è addirittura in aumento. Lo stesso legame tra nuovi rischi per i lavoratori (soprattutto di stress eccessivo e l'emergere conseguente di malattie psicosomatiche) e nuovi equilibri economici e organizzativi si riscontra anche nella maggiore competitività sul luogo di lavoro (che può portare a bullismo e molestie) e sullo scarso equilibrio tra vita privata e famigliare e vita professionale, con una forte crescita di stress emozionale. Anche l'invecchiamento complessivo della forza lavoro è legato ai mutamenti macroeconomici e dell'organizzazione del lavoro, ma le conseguenze in questo caso non sono tanto psicologiche quanto più fisiche.

(fonte: superabile.it)

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 06-11-2007   00:14:41
 
 


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