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UNIONE EUROPEA
Ue, il Consiglio agricolo decide su latte e cereali

Ue, il Consiglio agricolo decide su latte e cereali
 

E' stato approvata, nel corso della sessione del 26 settembre, la misura che azzera il tasso di ritiro obbligatorio per le prossime semine. Un provvedimento per contenere le tensioni sui mercati internazionali per i prezzi dei cereali e dimostrare, come ha sottolineato il ministro De Castro, che la Pac è dalla parte dei cittadini europei. Approvate anche le modifiche al regime di ristrutturazione del settore zucchero. Nuovo dibattito sulle quote latte

un momento del Consiglio agricolo di settembre
un momento del Consiglio agricolo di settembre

Un Consiglio agricolo con importanti decisioni quello che si è concluso a Bruxelles il 26 settembre. In primo luogo perché i 27 ministri sono riusciti a trovare un accordo tempestivo per fronteggiare le tensioni sui mercati internazionali, in particolare per i prezzi di cereali e latte. Un fronte comune che era già scaturito dal vertice informale di Oporto, decisivo per sancire il patto di non belligeranza tra le istituzioni comunitarie su questa misura d'emergenza.
E' stata così approvata la proposta della Commissione europea di fissare a zero il tasso di ritiro obbligatorio per le semine autunnali 2007 e della primavera 2008. Un tasso che a partire dal 1999/2000 era stato fissato in maniera permanente al 10%. Con questo dimostrando, come aveva già evidenziato il ministro Paolo De Castro in occasione della riunione informale di Oporto, che la Pac non serve solo per tutelare gli interessi degli agricoltori ma anche degli stessi cittadini europei. Un principio di fondamentale importanza in una Ue allargata e sempre più alle prese con le tensioni sui mercati internazionali.
Con questo misura, che è su base volontaria e non vuole intaccare le specifiche normative nazionali in materia di protezione dell'ambiente, la produzione di cereali europea dovrebbe poter aumentare da 10 a 17 milioni di tonnellate. I seminativi, attualmente interessati dal ritiro obbligatorio nella Ue, informa la Commissione, rappresentano una superficie di 3,8 milioni di ettari. Con l'azzeramento del tasso di ritiro la Ue potrebbe disporre nuovamente di una superficie agricola compresa tra 1,6 e 2,9 milioni di ettari. Il nostro Paese, come ha precisato il ministro, potrà contare, 'già con le prossime semine in autunno su circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali', rimarcando che la decisione varata dal Consiglio contribuirà a calmierare i prezzi
Tutto il sistema che ruota intorno al set-aside (ritiro obbligatorio) rientra nell'esame sullo stato di salute della Pac, come ha preannunciato la commissaria Mariann Fischer Boel. 'ovviamente, precisa, faremo in modo di mantenere le conseguenze positive per l'ambiente introdotte da questo sistema'.
I ministri agricoli hanno parlato anche di quote latte. Il ministro De Castro ha manifestato il suo favore ad un aumento delle quote 'che dia una risposta sui mercati', allineandosi con la proposta della Polonia per un aumento del 2%. Esistono però profonde divergenze tra i 27. ' Se ci fosse una maggioranza qualificata, ha spiegato De Castro, la Commissione farà delle proposte ma senza anticipare il dibattito sulla riforma della Pac previsto per il prossimo anno'. In ogni caso, ha tenuto a precisare il ministro, il previsto aumento avverrà 'nel rispetto delle regole' senza quindi presupporre una sanatoria per 'le situazioni di irregolarità'.
Accordo politico, a maggioranza qualificata, su un pacchetto di regolamenti che modifica il regime temporaneo di ristrutturazione del settore dello zucchero nella Ue. Modifiche proposte dall'Esecutivo per correggere il tiro di una riforma che non aveva granché convinto i produttori, invogliandoli a rinunciare alle quote. Con la principale modifica introdotta la percentuale dell'aiuto , concesso ai bieticoltori e ai fornitori di macchine, è fissata al 10%, inoltre i bieticoltori che rinunciano alle quote potranno contare su un pagamento aggiuntivo, che sarà versato con effetto retroattivo per non penalizzare quanti invece avevano rinunciato alle quote in precedenza. 'Sono convinta che le modifiche approvate spingeranno un maggior numero di aziende a rinunciare alle quote', ha sottolineato la Fischer Boel, la quale non ha mancato di lanciare un nuovo invito a raccogliere questa opportunità. 'La riduzione del prezzo renderà la vita più difficile ai produttori e dopo il 2010 non ci saranno più fondi per sostenere quelli costretti ad uscire'. I riflessi per i produttori italiani non sono di poco conto .'Abbiamo blindato la produzione ai cinque impianti rimasti' ha precisato a questo proposito il ministro De Castro evidenziando, tra l'altro che 'l'aiuto non riguarda solo i nuovi ma anche gli italiani che hanno già ridotte le loro quote ed avranno 1.500-1.700 euro in più per ettaro, per un totale di 176 milioni di euro'. Il ministro ha inoltre parlato di un 'limite per tutti i Paesi dove c'è stata una riduzione del 60% con accordi interprofessionali che non possono aderire al 10% supplementare'.
Niente accordo invece sul fronte degli Ogm. Nessuna maggioranza qualificata è stata raggiunta in questo Consiglio, né a favore né contro, sulle tre proposte della Commissione relative all'immissione sul mercato di alcune varietà di mais geneticamente modificato. Pertanto la decisione ritorna sui tavoli della Commissione.

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 27-09-2007   19:32:06
 
 


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