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ITALIANITA'
Tabacco, nasce il tavolo di filiera del 'toscano'

Primo incontro ieri negli uffici regionali con le parti interessate. Cenni: 'Lo scopo è monitorare e affrontare i mutamenti e le difficoltà del settore'
Un tavolo sulla filiera toscana del tabacco; su iniziativa della Regione, insieme a tutti i soggetti che operano nel settore, è stato avviato stamattina un tavolo permanente che, come precisato dall'assessore all'agricoltura Susanna Cenni, «avrà il compito di monitorare e affrontare i mutamenti e le difficoltà del settore con misure e provvedimenti che permettano di valorizzare tutta la filiera produttiva».
Cenni, hanno preso parte i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole regionali, dell'Aprotab (l'Associazione dei produttori tabacco), della Provincia di Arezzo, della Comunità Montana della Valtiberina toscana, della Manifattura Sigaro Toscano e dell'Arsia.

«Siamo soddisfatti di questo primo incontro con i soggetti coinvolti nella filiera del tabacco – ha dichiarato l'assessore Cenni – Insieme abbiamo analizzato la situazione del comparto soprattutto alla luce di quello che potrà accadere dopo il 2010, dopo cioè il completamento della riforma dell'Ocm nel settore». La riforma in questione prevede infatti un primo periodo transitorio (2006-2009), nel quale il disaccoppiamento dell'aiuto viene limitato al 40%, mantenendo il restante 60% accoppiato alla produzione. Dal 2010 in pratica il disaccoppiamento sarà totale e l'aiuto verrà concesso a prescindere dal tipo di produzione. «I produttori sono chiaramente preoccupati che questo possa portare a una scomparsa delle produzioni ed è questo che vogliamo evitare puntando a valorizzare soprattutto la filiera del tabacco Kentucky, col quale si produce il sigaro ‘Toscano'. Abbiamo la fortuna di avere in Toscana una filiera importante come questa, soprattutto dopo che il marchio è stato riacquistato da un'impresa italiana, legata al gruppo Maccaferri. Merita di essere potenziata». Dopo la riforma, dal 2010, saranno rese disponibili sul PSR risorse specifiche per la ristrutturazione e la riconversione delle produzioni tabacchiere. «Avremo a disposizione circa 20 milioni di euro – ha concluso l'assessore - Si tratta di individuare insieme una strategia per il loro migliore utilizzo. Noi abbiamo proposto, in questa prima fase, di ammodernare e ristrutturare le aziende legate al ‘Toscano', che cioè coltivano Kentucky, e di riconvertire parte di quelle che coltivano il Bright, destinato alla produzione di sigarette».

Alcuni dati. In Toscana (secondo Istat, Indagine SPA 2005) il tabacco viene coltivato su una superficie di 2761 ettari (rispetto al 2003 l'aumento della superficie destinata a questa coltura è stato di circa il 3%). La tradizione toscana è legata alla coltivazione della varietà Kentucky, impiegata per la produzione dei famosi ‘Toscani'. Le aziende di produzione sono 440 (sempre secondo i dati Istat 2005), con una superficie media di 6,3 ettari (il dato nazionale è di 2,1 ettari; Veneto e Umbria hanno valori superiori, rispettivamente 9 e 12 ettari). Nel 2000 risultavano in Toscana 385 aziende con una superficie totale di 2430 ettari. Le aree principali di coltivazione sono la Valtiberina in provincia di Arezzo e la Val di Chiana, sia nel versante aretino che senese. Nella provincia aretina operano 307 aziende per un totale di 1704 ettari coltivati a tabacco. In provincia di Siena le aziende sono 64, la superficie ammonta a 629 ettari. La produzione nel 2006 è stata di 14 milioni di euro (la variazione nell'ultimo triennio è calata del 9%). In aumento la produzione di tabacchi chiari (le superfici coltivate a Bright sono passate dai 1388 ettari del 2001 ai 1631 del 2005) sebbene la qualità Kentucky, quella impiegata per i ‘Toscani', resti tuttavia quella maggiormente legata alla tradizione (la superficie è diminuita leggermente dal 2004 al 2005: da 816 ettari si è passati a 766). Il Kentucky, arrivato in Toscana agli inizi dell'800, è stato riconosciuto prodotto agroalimentare tradizionale della Toscana ed è stato inserito nel relativo elenco regionale.

(fonte: F. Taverniti regione.toscana.it)

 

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 14-09-2007   00:26:53
 
 


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