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Una montagna di sapori...Un'estate in Carnia fra montagne...gusti e sapori

Una montagna di sapori...Un'estate in Carnia fra montagne...gusti e sapori
 

Appuntamento in Carnia dove per tutta l'estate si svolgerà una rassegna enogastronomica che all'amore per la montagna abbina il piacere del cibo.

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un'immagine delle montagne della Carnia

Accompagnerà tutta l'estate la rassegna enogastronomica che si svolge nei locali più caratteristici del Friuli Venezia Giulia offrendo delizie culinarie con ingredienti non certamente alla portata di tutti. E' soprattutto la Carnia ad essere maggiormente coinvolta in questa manifestazione dove i veri protagonisti sono formaggi di malga, erbe aromatiche, frutti di bosco, selvaggina, fughi e polenta. Alla base di questa rassegna che unisce all'amore per la montagna il piacere del cibo c'è in particolare la cucina carnica, semplice e povera, in grado di assemblare elementi gastronomici provenienti dai paesi confinanti come la Carinzia e la Slovenia, ma in grado di esprimere la personalità di un territorio alpino, unico al mondo.
Nei locali più caratteristici della Carnia sarà così possibile assaggiare i tradizionali piatti locali, come i cjarsòns, ravioli dolci e salati nel contempo, il frico con la polenta o il susét e brovade ( un cotechino con le rape inacidite nella vinaccia. E non mancano le serate a tema con scrittori, studiosi delle tradizioni popolari e sportivi.

Cjarsons di Cercivento:

Il piatto che caratterizza l'intera Carnia sono i cjarsons, la cui origine pare fosse medioevale, dove elementi sia dolci che salati venivano mescolati all'impasto seguendo ricette diverse e personalizzate. La pasta viene fatta oggi solo con farina e acqua, mentre un tempo veniva realizzata con le patate e il ripieno è costituito da erbe spontanee, patate, uvetta e cannella, il tutto condito con burro fuso e ricotta affumicata grattugiata!

Alcuni sostengono che i cjarsons furono creati dalle mogli dei cosiddetti cremar, venditori ambulanti i quali muniti di zainetti di legno con cassettini si spostavano per l'Italia settentrionale e in Europa per vendere le erbe coltivate in Carnia e le spezie acquistate ai mercanti veneziani. Quando gli uomini tornavano dal loro girovagare, le mogli raccoglievano nel fondo dello zaino quello che era rimasto e utilizzavano gli avanzi per arricchire il pasto e festeggiare il ritorno del marito.

Per raggiungere la Carnia, bisogna penetrare all'interno del cuore delle Alpi più profonde, dove l'identità della gente del posto si è formata durante secoli di isolamento e di vita autosufficiente e molti aspetti di questa realtà prima geografica che umana sono rimasti fissi nel carattere della popolazione, nella cultura e nella cucina. Rispetto alle altre vallate alpine la Carnia è silenziosa, una quiete quasi irreale.

Man mano che ci si addentra nella valle si è circondati da una natura ancora selvaggia, gli unici richiami al mondo umano sono i piccoli villaggi alle basi delle montagne, piccoli per non dire piccolissimi, un pugno di case attorno ad un campanile e i prati a perdita d'occhio, sembrano raccontarci di pascoli, di malghe, di lunghe slitte di legno, di torrenti impervidi, di inverni gelidi da stare in casa seduti davanti al cammino.

La Carnia è caratterizzata dalla presenza costante di erbe e spezie nelle ricette tipiche perché è la zona di Europa più ricca di varietà botaniche. La grande presenza di piante officinali (menta, melissa, malva, camomilla, lavanda, rosa canina e tiglio) e di piante aromatiche per la cucina (salvia, timo, santoreggia, issopo, origano, basilico, maggiorana), ha fatto sì che queste venissero impiegate per formare il tipico condimento friulano chiamato savors, un insieme di erbe conservate sotto sale per insaporire i cibi durante l'inverno, costituito da carota, cipolla, sedano, prezzemolo, pomodoro, fagiolini, zucchine, timo, maggiorana, levistico, issopo, santoreggia, sale.

Ogni famiglia ha una ricetta per preparare i cjarsons, ma la ricetta tipica di Cercivento è quella di seguito indicata. Il periodo migliore per provarli è quello estivo, perchè le erbe che li compongono vengono inserite fresche.

Ingredienti per 4 persone:
- Patate: 600 g
- Farina bianca: 350 g
- Burro: 50 g
- Melissa, Menta e Prezzemolo: 1 ciuffo per ogni tipo di erba
- Ricotta affumicata grattugiata: 2 cucchiai
- Formaggio grattugiato: 1 cucchiaio
- Pangrattato: 1 cucchiaio
- Uvetta passa: 1 cucchiaio
- Limone non trattato: 1
- Cipolla: 1
- Cannella: 2 pizzichi
- Chiodi di garofano: 1
- Sale e pepe: quanto basta

Lavate le patate e fatele cuocere in abbondante acqua per circa 40 minuti, contando dall'inizio dell'ebollizione. Lavate le erbe aromatiche e tritatele; sbucciate la cipolla, tritatela e ponetela a rosolare sul fuoco in un tegamino con poco burro. Sbucciate le patate e ponetele in una capace terrina insieme alle erbe, schiacciatele con la forchetta e impastatele con le mani, unendo il formaggio grattugiato, il pangrattato, l'uvetta, la scorza grattugiata del limone, un pizzico di cannella, il chiodo di garofano e, infine la cipolla rosolata. Preparate la pasta: ponete la farina a fontana sulla spianatoia e mescolatela con acqua caldissima fino a ottenere un impasto omogeneo; stendete quindi una sfoglia con il matterello e ricavatene dei dischi di circa 6 cm di diametro. Ponete in ciascuno una pallottolina di ripieno e ripiegate i dischi su se stessi, premendo con le dita i bordi per sigillare bene gli agnolotti. Fate lessare gli agnolotti, pochi alla volta, in abbondante acqua bollente salata, scolateli e sistemateli su un piatto. a parte fate fondere il restante burro in un pentolino, versatelo ben caldo sugli agnolotti, spolverizzate con la cannella, il pepe e la ricotta affumicata grattugiata, mescolate velocemente e servite

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 25-07-2007   19:38:32
 
 


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