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AGRICOLTURA BIOLOGICA
Oscurantismo anti-Ogm, nuovo appello per la libertà di ricerca fra posizioni sempre più diverse....

Oscurantismo anti-Ogm, nuovo appello per la libertà di ricerca fra posizioni sempre più diverse....

Il 5 novembre del 2000 gli esponenti più prestigiosi della comunità scientifica italiana, guidati dal Nobel Renato Dulbecco, sottoscrivevano un appello, pubblicato su questa pagina, per la libertà di ricerca nel campo delle agrobiotecnologie in Italia. Allora il ministro Pecoraro Scanio voleva vietare la ricerca con organismi geneticamente modificati, per finanziare invece l'agricoltura teosofica. In quasi sette anni nulla sembra cambiato. La politica anti-ogm è stata proseguita da Alemanno, e l'alba del governo Prodi e del Partito Democratico  si apre con una serie di inquietanti iniziative. Come ministro dell'ambiente, Pecoraro Scanio ha dato parere negativo ai protocolli sperimentali preparati dal suo collega De Castro. Coldiretti, che tutela solo l'assistenzialismo, il parassitismo e l'arretratezza tecnologica del sistema economico agricolo italiano, organizza l'11 luglio una manifestazione contro De Castro, reo tra altre cose di voler 'sperimentare gli ogm'. Mentre Greenpeace ha lanciato una campagna contro Parmigiano Reggiano, che non mette al bando i mangimi contenenti derivati di ogm. Intanto, i soliti scienziati e intellettuali politicamente corretti si apprestano a diffondere un manifesto per la difesa dei consumatori e dell'ambiente contro le biotecnologie.

 

Poiché si devono imbrogliare per bene i cittadini, bisogna provare a fornire anche argomenti pseudoseri. A ciò provvede l'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), un ente pubblico di ricerca vigilato dal ministero delle Politiche agricole e forestali (Mpaf), che ha pubblicato un libro dove si farebbe il punto sullo stato delle conoscenze e dei problemi relativi all'uso degli ogm in agricoltura (http://www.inran.it/Agrobiotecnologie_nel_-contesto_italiano/paginastatica_view). Grazie al finanziamento peer 6,2 milioni di euro di un Progetto di ricerca 'Ogm in agricoltura'. La pubblicazione, definita 'un esempio unico nel panorama scientifico editoriale italiano sul tema degli Ogm', può essere però letta solo pagando 70 euro. Il che è un po' indecente, essendo stata la ricerca già finanziata con le nostre tasse. Peraltro, non esiste quasi più ente di ricerca nel mondo che non consenta di scaricare una versione Acrobat o di leggere come eBook un testo, peraltro diretto al largo pubblico.

 

I ricercatori e collaboratori dell'Inran, guidati dal direttore generale Giovanni Monastra, dicono in questo testo che finora, è vero, gli ogm non hanno causato alcun problema sanitario o ambientale, ma bisogna essere prudenti perché non si sa ancora abbastanza e le biotecnologie interferiscono con sistemi molto complessi e imprevedibili. Ovviamente nulla viene detto su come si potrebbe conseguire un miglior controllo delle incertezze sussistenti.

 

Si sostiene una tesi che poteva essere accettabile vent'anni fa. In realtà, oggi le cose stanno molto diversamente. E tutti i cittadini italiani possono verificarlo scaricando (gratuitamente!) due documenti pubblicati nel 2004 e 2006 dalle più importanti accademie scientifiche italiane, riguardanti la sicurezza degli ogm e la coesistenza tra ogm e coltivazioni tradizionali (http://www.pharmtox.org/sitox/docs/sitox_consensus_ogm_2006.pdf; http://www.siga.unina.it/circolari/Consensus_ITA.pdf).

Documenti prodotti ben prima del libro dell'Inran e che dicono cose molto diverse. Ovvero che gli Ogm sono sicuri, come dimostrano decenni di studi internazionali, tra cui quelli condotti in decine di laboratori europei e già costati 70 milioni di euro ai contribuenti.

 

Curiosamente, nel libro dell'Inran si legge l'avvertimento che i contenuti degli articoli non rispecchiano necessariamente la posizione dell'Istituto. Chi e perché ha voluto prendere le distanze? Forse il nuovo presidente dell'Inran, Carlo Cannella? E forse in ragione del fatto che l'Inran sotto la vigilanza di Pecoraro Scanio e Alemanno ha fatto propaganda anti-ogm piuttosto che ricerca? Un'interrogazione parlamentare presentata il 6 giugno 2007 stigmatizza, tra l'altro, il comportamento di Giovanni Monastra, il quale parla pubblicamente di dati scientifici che sarebbero scaturiti dalle ricerche Inran, e che dimostrerebbero effetti sulle risposte immunitarie nei topi nutriti con mais ogm, ma che non sono mai stati pubblicati. L'Inran non ha neppure reso noti i risultati degli studi sui livelli di fumonisina (una micotossina del mais davvero dannosa) nel mais transgenico e in quello tradizionale. Che cosa è stato trovato? Forse che quei dati dicono che il mais transgenico è più sicuro?

 

Forse Cannella vorrà dare qualche spiegazione. Perché Giovanni Monastra, nominato direttore dell'Inran dal ministro Alemanno nel 2005 e noto non tanto come scienziato sperimentale quanto piuttosto come autore di libri e articoli pseudofilosofici antidarwiniani, creazionisti o ispirati da dottrine esoteriche (cioè da Evola, Hossein Nasr e dal biochimico del disegno intelligente Behe), non appare scientificamente molto credibile.

 

Intanto la Società Italiana di Genetica Agraria e l'Associazione Galileo 2001 hanno redatto, rispettivamente, un appello e una lettera al Presidente della Repubblica, pubblicate sul sito della Siga (http://www.siga.unina.it/Appello_OGM.html). Ci sono certamente in Italia numerosi politici, imprenditori, scienziati, economisti e intellettuali che non possono non accorgersi delle drammatiche conseguenze che avrà per le future generazioni il prevalere dell'ideologia antibiotech nel settore agroalimentare. Possibile che non si riesca a organizzare una strategia per neutralizzare l'azione politica di una minoranza che sta trascinando il paese verso il declino economico, civile e culturale?

 

Fonte : www.siga.unina.it

 
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Autore: StaffBlog  (Admin)    Data: 11-07-2007   21:03:00
 
 


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